Il percorso di Lucky Brews verso una birra artigianale più sostenibile
La sostenibilità nella birra artigianale: quanto ne sappiamo davvero?
Si sente parlare sempre più spesso di sostenibilità ambientale, carbon footprint, impronta ecologica, riuso… ma la verità è che, nella realtà, non conosciamo fino in fondo tutte quelle piccole sfumature di processo che rendono un prodotto (o un’azienda) davvero sostenibile.
In etichetta leggiamo spesso frasi come “prodotto green” o “realizzato con plastica riciclata”, ma non sempre abbiamo gli strumenti per capire se si tratta di scelte reali o solo di greenwashing.
Non facciamocene un cruccio: non siamo onniscienti.
Ma allora, noi di Lucky Brews che cosa stiamo facendo – davvero – dietro le quinte per rendere la vostra pinta di birra più eco-friendly e sostenibile?
Il percorso di lucky brews verso la quantificazione dell’impatto
Il primo passo per migliorare è capire quanto inquiniamo.
Abbiamo iniziato a misurare la nostra impronta ambientale – cioè tutta la CO₂ prodotta da ciò che accade all’interno del birrificio di Via Vecchia Ferriera 123, a Vicenza.
Ogni emissione conta:
- le eventuali perdite dei gas refrigeranti dei frigoriferi,
- il metano che usiamo per scaldare la sala cottura,
- il gasolio del trattore che trebbia 1 kg di orzo,
- la CO₂ legata alla produzione dell’alluminio delle lattine,
- perfino gli scarti di birra che fermentano.
Lucky Brews ha scelto di intraprendere un percorso di certificazione ISO 14067, che quantifica l’impronta di carbonio non solo del singolo prodotto (come la nostra amata Franz), ma dell’intera attività.
Dopo i sopralluoghi dei certificatori e la redazione del bilancio ambientale, abbiamo dato il via a un vero piano di riduzione delle emissioni, con obiettivi misurabili anno dopo anno.
Energia e processi produttivi: il cuore del birrificio
Produrre birra richiede energia. Ne serve per far funzionare la lattinatrice, l’infustatrice, il sistema di lavaggio automatizzato e tutte le pompe che muovono il mosto.
E ne serve altra per la cucina della taproom, dove ogni giorno friggiamo la vostra amata polenta e cuociamo gli hamburger! 🍔
Oggi, la nostra energia arriva:
- per il 50% dalla rete elettrica,
- per il restante 50% dai pannelli fotovoltaici installati sul tetto.
Dal 2025 abbiamo aggiunto batterie di accumulo da 20 kW, per utilizzare anche di sera l’energia pulita prodotta durante il giorno.
E non ci siamo fermati qui: abbiamo rifatto il tetto, migliorando l’isolamento termico di un edificio storico che disperdeva molto calore.
Questi interventi ci hanno permesso di ridurre la nostra impronta ambientale del 30,21%, aumentando sensibilmente l’efficienza energetica del birrificio.
Riutilizzo dell’acqua: ogni goccia conta
La birra è composta per oltre il 90% di acqua.
In media, servono tra 4 e 10 litri d’acqua per produrre un solo litro di birra: un tema che ci sta molto a cuore.
Per ridurre gli sprechi, utilizziamo un sistema di osmosi inversa, che filtra e “taglia” l’acqua del sindaco, riducendo i sali minerali contenuti in essa.
L’acqua di scarto – ancora perfetta per usi agricoli o tecnici – viene recuperata e riutilizzata per:
- alimentare gli sciacquoni dei bagni del pub,
- innaffiare i fiori del nostro giardino estivo.
Grazie a questo sistema, i consumi idrici mensili sono passati da 75 m³ a soli 25 m³.
Come dice sempre il birraio:
“Più bevi Lucky, più fai pipì… più fai pipì, più consumi acqua… più acqua, più birra!” 🍻
Packaging: il futuro è nella lattina
Quindici anni fa, nessuno avrebbe pensato di trovare birra artigianale in lattina. All’epoca la lattina ricordava le birre industriali da discount, piene di mais e senza sapore.
Oggi, invece, si è capito che la lattina è una scelta ecologica e di qualità:
- è completamente sigillata, quindi la birra non si ossida;
- non lascia passare la luce, evitando difetti di gusto;
- è riciclabile all’infinito, senza aggiungere nuovo materiale;
- pesa molto meno del vetro, riducendo emissioni di trasporto;
- si impila meglio, ottimizzando gli spazi nei magazzini e nei tir.
Insomma, meno sprechi, meno impatto, più efficienza.
Chiaramente, se la birra dentro non è buona… non c’è contenitore che tenga
Riduzione della plastica: una scelta concreta
Il problema della plastica monouso è noto.
All’inizio, per necessità economiche, utilizzavamo solo fusti in plastica PET usa e getta per la distribuzione esterna.
Erano riciclabili, sì, ma comunque un enorme spreco di materiale.
Negli anni, con tanto impegno, siamo riusciti a sostituire il 50% dei fusti con contenitori in acciaio inox, lavabili e riutilizzabili praticamente all’infinito, grazie anche all’acquisto di un nuovo macchinario per il lavaggio e il riempimento.
L’obiettivo è chiaro: raggiungere l’80% di riutilizzo entro la fine del 2027.
Ma la riduzione della plastica non riguarda solo la produzione: nel 2024 abbiamo eliminato completamente le bottiglie d’acqua in plastica dalla Taproom, sostituendole con bottiglie di vetro.
Un passo alla volta, costruendo la fortuna ogni giorno
Siamo perfetti? No.
Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo fatto e di ciò che miglioriamo ogni giorno.
Il nostro obiettivo è continuare a crescere, un passo alla volta, facendovi bere birra di altissima qualità e rispettando l’ambiente nel limite delle nostre capacità.
Se anche tu vuoi contribuire passa a trovarci e prenota un tavolo oppure prova una delle nostre birre direttamente a casa tua
Cheers!🍻


