Fare birra è una questione di equilibrio: ingredienti, tempi, tecnica. Ma c’è anche qualcosa che non si vede e che pesa più di tutto il resto: la CO₂.
Non è un nemico in sé, la produciamo tutti respirando. Il problema è quando diventa troppa. Ed è qui che entra in gioco la responsabilità: anche un birrificio, nel suo piccolo, può fare la differenza.
Noi di Lucky Brews abbiamo deciso di non ignorare la questione, ma di affrontarla. Senza scorciatoie.
Abbiamo avviato un percorso per ottenere la certificazione Carbon Footprint (ISO 14064), che misura l’impatto ambientale reale della nostra attività lungo tutto il ciclo produttivo.
Nel frattempo, lavoriamo ogni giorno per ridurre le emissioni:
Piccole scelte, sommate insieme, fanno una direzione.
Diciamolo chiaramente: eliminare completamente le emissioni è difficile. Ma possiamo compensarle.
Per questo, in collaborazione con con ZERO CO2 e con l’associazione Eta Beta di Bologna pianteremo 100 alberi da frutto, contribuendo non solo ad assorbire CO₂, ma anche a generare valore per il territorio.
Ed è da qui che nasce un’idea semplice: una birra che si prenda la responsabilità del proprio impatto.
Produrre birra comporta emissioni in ogni fase: dalla coltivazione delle materie prime alla fermentazione, fino al trasporto. Nel caso di BREATH, parliamo di circa 3 tonnellate di CO₂ equivalente.
Noi abbiamo deciso di compensarle tutte.
Attraverso la piantumazione degli alberi e l’acquisto di crediti certificati, riportiamo quell’impatto a zero.
BREATH è la nostra prima birra 100% carbon offset.
BREATH è una Cold IPA da 5,5%, fresca e moderna.
Dentro ci trovi l’intensità aromatica dei luppoli Mosaic, Motueka Cryo e Nelson Sauvin che regalano a Breath, profumo di agrumi e frutta tropicale con una bevuta pulita e leggera.
Il risultato è semplice: una birra che scorre, che disseta, e che lascia il segno senza appesantire.
Da lunedì a venerdì:
dalle 07 alle 15
Da domenica a giovedì:
dalle 17 alle 24
Venerdì e sabato:
dalle 17 alle 01